Giorgio Napolitano continua a deludare il popolo della Repubblica che rappresenta. A spese nostre è volato dalla nazionale italiana, ha abbracciato i calciatori (alcuni presunti scorretti per lo scandalo calcio). Riceve la maglia dal portiere. Ormai il suo mandato sta per terminare, quando ha intenzione di andare a trovare gli operai, presenziare il funerale di un morto sul lavoro (15 morti negli ultimi 4 giorni)? Questo Presidente non ha dato un segnale di rottura nei confronti della politica che ha distrutto la nazione. Non ha firmato quando avrebbe dovuto dimostrare la sua contrarietà per il bene dei cittadini, qualche volta ha parlato, ma le parole non costano niente, anzi pure quelle le paghiamo NOI!
La moglie di un operaio Fiat all’assemblea di Acerra.
“Sono veramente orgogliosa di partecipare a questa assemblea, insieme a tante donne che condividono le mie stesse preoccupazioni, e che hanno deciso di non subire, ma di reagire e lottare.
Mi chiamo Maria e sono arrrrrrabbiata si con tante erre quanto è il mio malcontento, vorrei che questa parola scritta cosi con tutte queste erre arrivasse ai nostri politici.
Oggi 2 giugno 2012, festa della repubblica, una repubblica fondata sul lavoro come cita la nostra costituzione, un lavoro negato a molti di noi un lavoro che si può perdere da un momento all’ altro e insieme si porta via anche la dignità di un individuo.
Il presidente NAPOLITANO OGGI FESTEGGIA LA REPUBBLICA ITALIANA, VORREI CHE I GIORNALISTI QUESTA NOSTRA PROTESTA LA SCRIVINO COSI’ AMARA COME LA STIAMO VIVENDO, MA VORREI SAPERE COSA HA DA FESTEGGIARE,
non abbiamo più lavoro, l’unica grande fabbrica italiana sta lasciando l’Italia e lui festeggia,
le medie e piccole imprese chiudono e lui festeggia,
i nostri ragazzi sono sempre più sfiduciati e lui festeggia,
i nostri ricercatori migliori vanno all’estero e lui festeggia,
i nostri anziani piangono, abbandonati e impauriti e lui festeggia
i nostri disabili con le loro famiglie sempre più abbandonate, urlano aiuto e lui festeggia
le nostre terre tremano e lui festeggia,
la nostra Italia sta andando allo scatafascio e lui festeggia
Noi oggi qui non stiamo festeggiando e siamo scesi in piazza per urlare la nostra rabbia per raccogliere le voci di chi come noi sta male, noi chiediamo alle donne di unirsi a noi nella lotta per dire basta a queste violenze che ci fanno subire, si perché la mancanza di lavoro nostra e dei nostri mariti è una violenza per noi e per tutte le nostre famiglie.
La violenza non è solo quella fisica, ma anche psicologica, molto più pericolosa perché ti uccide l’anima e ti fa sentire sempre più sola.
Noi, no non la vogliamo subire ma vogliamo tutte insieme combatterla, se siamo in tante possiamo farcela, la voce grossa di tante fa più rumore di una vocina piccola.
Non abbiate paura, più del male che ci stanno già facendo non ci possono fare, dobbiamo dare fastidio ai nostri politici non possiamo permettergli di continuare a vivere tranquillamente nelle stanze dorate del governo e manipolare la nostra vita.
In tanti ci ricordano quali sono i nostri doveri, ma tutti si dimenticano quali sono i nostri diritti, in primo luogo il diritto di lavorare e di vivere una vita dignitosa, un lavoro vero e non precario, oggi la metà dei lavoratori sono precari, non hanno la sicurezza del domani, non possono arrivare a metà mese e figuriamoci a pensare di farsi un’ avvenire con una famiglia.
Sempre la nostra costituzione dice che come buoni genitori dobbiamo permettere ai nostri figli di vivere in modo dignitoso, ma se non abbiamo lavoro e quindi soldi, come possiamo aiutare i nostri figli.
Il nostro manifesto equipara Monti a Marchionne, i vari governi hanno regalato alla Fiat centinaia di milioni di euro, hanno permesso a Marchionne di distruggere l’apparato industriale, rapinando il popolo, regalando tutto agli azionisti, alle banche, lasciando, con il trasferimento all’estero di una azienda tutta italiana, solo rovine.
Oggi a Pomigliano le organizzazioni sindacali e politiche si sono vendute, accettando nei fatti migliaia di licenziamenti, pensando che dopotutto migliaia di famiglie si potessero sacrificare, ma la verità è che non vi è futuro neppure per coloro che stanno dentro, noi siamo stanche e lo saremo sempre di più, faremo tremare chi ha voluto impoverire il popolo, è per questo che facciamo appello a tutti e vogliamo che a questo movimento aderiscano madri, figlie, donne, ma anche uomini di tutti gli schieramenti politici e sindacali, gente che è stufa di questa politica affaristica che non tiene conto del popolo ma solo del potere, vogliamo far crescere un movimento forte capace di sovvertire lo stato di cose, che riapra una discussione sulla fiat sui lavoratori e ci permetta di vivere in modo dignitoso e poter crescere i nostri figli.
Cosa significa per il nostro territorio la chiusura della Fiat, migliaia di famiglie sul lastrico, è ovvio che si ripercuote su tutti, commercianti imprenditori operai, tutti perderanno, per questo noi oggi siamo qui ad urlare il nostro dolore e rivendicare la necessità di unificare la lotta, per questo diciamo
SE NON ORA QUANDO!!!”