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Archive for the ‘Beppe Grillo’ Category

SONY DSCMi permetto di scrivere quanto a mia conoscenza sull’operato della senatrice Blundo poiché conosco Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio da anni per motivi di lavoro. Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha definito la Blundo una iattura per la città, io credo che lo sia per tutto il Movimento 5 stelle. Uno sparuto numero di persone (tra cui me) si era opposto alla sua candidatura alle parlamentarie, poiché aveva dimostrato in passato di essere inaffidabile: aveva dichiarato pubblicamente di non essersi votata quando si candidò sindaco con il 5 stelle. Le sue gaffe sono innumerevoli. La prima subito dopo la sua elezione come senatrice: senza sapere dove stesse andando, si recò a Roma per la trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”: diede spettacolo per la sua ignoranza sul numero dei deputati e senatori e per le dichiarazioni omofobe. Non è nuova a questo tipo di dichiarazioni, davanti a me consigliò ad un omosessuale di fidanzarsi con una ragazza. Successivamente agli errori, chiede sempre scusa, aggiungendo di non sapere. Benissimo, di una senatrice che non sa, l’Italia non ha bisogno, ne abbiamo avuti fin troppi. Fra le sue assurde proposte la richiesta di una seduta straordinaria del Seanto a L’Aquila, anche un bambino capirebbe che ci sarebbero difficoltà economiche e logistiche, infatti Grasso rispose: “No” per tali motivazioni. Successivamente ha richiesto una commissione d’inchiesta parlamentare sulla ricostruzione dell’Aquila. Le commissioni d’inchiesta hanno potere inquirente, come una procura, ciò significherebbe bloccare i lavori, ovvero la ricostruzione della città. Una commissione d’inchiesta ha senso per la Tav, proprio perché blocca i lavori, ma per L’Aquila occorre un organo di controllo sul flusso di denaro in entrata e in uscita, ben altra cosa. A marzo di quest’anno il sindacato Coisp organizzò un sit-in di protesta sotto la finestra della madre di Federico Aldrovandi, l’allora ministro Cancellieri espresse una posizione dura verso i poliziotti e, indubbiamente, Beppe Grillo sul suo blog si schierò dalla parte della madre di Federico, come ha fatto fin dall’inizio della vicenda. Invece la Blundo? Subito dopo la sua elezione, partecipò al congresso del Coisp. Non sa chi è il Coisp? Sarebbe molto grave, poiché oggi che i poliziotti sono tornati liberi, il Coisp torna a solidarizzare con i poliziotti condannati. Abbiamo bisogno di una senatrice che non sa cosa sia il Coisp? No. Altro evento a cui non ha resistito: è la premiazione del 1 maggio, dove si assegnavano stelle al merito a bancari. Ma come? Il MoVimento 5 stelle non è contro le banche? Lei è intervenuta con un comunicato poiché durante la cerimonia il prefetto non l’ha nominata (sic!) Successivamente ha nominato i suoi collaboratori che per settimane sono rimasti segreti, invece di presentarli affinchè ci potesse essere un lavoro sinergico sul territorio. Per non parlare di eventi pubblici dove viene vista accanto a Maria Teresa Letta o Gianni Letta, immagino che se Beppe Grillo “capitasse” affianco a loro, gliene direbbe quattro. Ho sperato che il MoVimento 5 stelle potesse rappresentare una novità per L’Aquila, ho creduto che potesse essere un’opportunità per una città terremotata ancora da ricostruire, invece gli attivisti aquilani scappano e la senatrice nemmeno se ne cura. La Blundo dovrebbe stare al gruppo misto, persone così sono solo un danno per il 5 stelle.

ps. tutte le critiche si riferiscono al suo operato politico

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 La sicurezza sul lavoro non è mai stata una priorità con il Governo Berlusconi: il Premier era impegnato a salvarsi dall’attacco della giustizia che definiva ad orologeria. Una delle eredità che ci ha lasciato riguarda proprio il ruolo dei giudici: se condannano personaggi in vista, Berlusconi piuttosto che Sallusti, è perché sono influenzati da ideologie comuniste. Passa il concetto che loro non commettono reati  e chi fa le indagini è un perfetto cretino, anche se il reo viene colto in flagranza di reato. In tutti questi passaggi, che sanno poco di democrazia e molto di anticostituzionale, l’informazione ci mette molto del suo: altra eredità che ci trasciniamo da novembre dello scorso anno. Il leit motiv è Beppe Grillo. Quindi fra un servizio giornalistico e l’altro per screditarlo o per travisare parole e fatti, le televisioni continuano a disinformare. La notte dell’11 novembre Giorgio Monti, operaio di 44 anni, è morto all’aeroporto di Fiumicino. L’uomo è rimasto schiacciato tra il portellone e la piattaforma per lo scarico dei bagagli. Giorgio non doveva essere lì, forse c’è stato un guasto ed è dovuto scendere dal mezzo che guidava. I colleghi il giorno dopo hanno scioperato creando disagio, l’unico modo per avere un po’ di attenzione. Il tg1 ha dato la notizia perché i passeggeri erano infuriati per i ritardi, il giornalista che ha fatto il servizio e la conduttrice, una delle promosse da Berlusconi per aver omesso in passato fischi e contestazioni, non si sono posti nemmeno una domanda: perchè è morto? Vengono omesse le misure di sicurezza? Sono a rischio i passeggeri? Chi sono i responsabili della morte? Gli operai vengono ricattati se si lamentano di lavorare in condizioni insicure?  Si parla di morti sul lavoro solo se crolla una palazzina a Barletta e muoiono 5 donne che lavoravano a nero, se crolla il palco di Jovanotti o di Laura Pausini, ma secondo l’Osservatorio indipendente di Bologna dal 1° gennaio di quest’anno ad oggi sono morti 559 lavoratori (oltre mille se si contano gli incidenti sulle strade e gli infortuni in itinere). Chi governa nel corso degli anni si è assicurato alcuni privilegi e buttiamo dalla finestra ogni giorno milioni di euro per: vitalizi, pensioni senza aver mai lavorato grazie a leggi ad hoc come la Legge Mosca, rimborsi elettorali. Dopo oltre quarant’anni di lavoro per Mario Rossi la pensione non c’è, che muoia pure sul lavoro: il processo si prescriverà ed il risparmio sarà assicurato! Severino docet: “Le condanne sono eccessive quando l’incidente è dovuto a scelte imprevedibili dell’infortunato”

Tecnico o politico di professione nessuno lancia la proposta: prescrizione mai per le morti sul lavoro in una Repubblica fondata sul lavoro.

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Oggi in Italia  c’è un dibattito sull’Euro che spacca: da  una parte economisti che chiedono l’uscita dalla moneta unica e dall’altra economisti  che preannunciano una catastrofe in caso di ritorno alla lira. Beppe Grillo e la Lega vorrebbero un Referendum antieuro per dare l’opportunità di scelta ai cittadini e sono convinti della vittoria. C’è un’altra alternativa che dal 2001 portano avanti quattro imprenditori bresciani: Silvio Bettini, Antonio Panigalli, Massimiliano Bontempi e Alessandro Rotondo per combattere la crisi, hanno mutuato un sistema svizzero, quello della Banca Wir che esiste dal 1934, un ritorno al baratto, tecnicamente moneta complementare. La mission, come si legge nel sito[1], di BexB (Business Exchange Business) è quella di riconsegnare alle imprese associate la liquidità e il potere d’acquisto necessari a rilanciare la produttività e di dare un nuovo impulso alle vendite delle stesse offrendo un’opportunità esclusiva che già negli U.S.A. rappresenta una realtà consolidata e di successo. Gli imprenditori associati al network BexB utilizzano uno strumento di pagamento complementare a quelli tradizionali: la Compensazione Multilaterale grazie al quale trasformano i propri acquisti a budget in vendite incrementali a nuovi clienti conosciuti grazie alla visibilità e alla promozione continua di cui beneficiano. Tutte le transazioni in compensazione sono assicurate contro il rischio d’insolvenza, non necessitano dilazioni di pagamento, permettono di risparmiare liquidità e di aumentare il fatturato: tutto ciò avviene grazie all’utilizzo di una specifica unità di conto, la Moneta Complementare EuroBexB, che misura il valore di beni e servizi scambiati nel circuito.Circa 2600 imprese in 160 settori utilizzano l’EuroBexB come unità di conto per acquistare beni e servizi necessari alla propria attività senza utilizzare denaro. Un esempio pratico. C’è l’azienda che produce imballaggi e che vuole rifare il tetto installando pannelli fotovoltaici. Bexb la mette in contatto con chi, iscritto al loro circuito, è in grado di fare l’intervento e poi si dà vita alla forma di compensazione. L’impianto fotovoltaico viene realizzato e lo scatolificio non solo non paga in denaro, ma si garantisce nuove vendite a nuovi clienti per importo pari all’acquisto effettuato in compensazione. L’azienda che ha installato il fotovoltaico vanta un credito nei confronti del circuito che compenserà con l’acquisto di prodotti e servizi necessari alla propria attività presso qualsiasi altro fornitore del circuito, senza pagare in denaro.In oltre 10 anni di attività sono stati intermediati oltre 200 milioni di Euro per circa 69.000 operazioni con un costante e progressivo trend di crescita interno. Ciò significa che sempre più aziende aderiscono e incrementano il proprio volume d’affari in EuroBexB. Per entrare a far parte del circuito bisogna sottoscrivere un “abbonamento” che a seconda del fatturato delle aziende varia tra i 1.300 e i 6 mila euro, se questa sorta di quota iscrizione garantisse l’uscita dalla crisi, chi non sarebbe disposto a pagarla?

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Nel 1989 l’Italia ha ratificato la Convenzione Onu contro la tortura, ad oggi, il nostro Paese ancora non prevede nel Codice Penale questo reato. Il 26 giugno è stata la giornata mondiale contro la tortura, i Radicali hanno organizzato una lodevole manifestazione ricordando che ogni anno in carcere si muore per cause da accertare. Vengono ricordati molti casi di morte violenta, fra cui  Niki Aprile Gatti. All’attore Giorgio Haber viene fatto leggere il seguente testo: “Niki Aprile Gatti 26 anni come un sarto della morte ha confezionato un cappio annodando le stringhe delle scarpe a strisce di stoffa tagliate dai jeans poi si è infilato nel bagno della cella e si è impiccato, era finito nel carcere di Sollicciano il 19 giugno 2008 ne è uscito suicida 5 gg dopo. Era coinvolto in una truffa una storia più grande di lui un volume d’affare di 10 milioni di euro finiti all’estero in società off shore la morte subito l’interrogatorio del GIP che gli aveva respinto gli arresti domiciliari”

La vicenda di Niki Aprile gatti è contenuta nel libro La pena di morte italiana, Beppe Grillo ha firmato la prefazione e si è occupato sul suo blog più volte del caso di Niki Aprile Gatti, il ragazzo viene annoverato anche nel calendario Santi Laici -storie di uomini e donne che hanno dato la vita per salvare la nostra democrazia- “Niki è un genio dell’informatica. Ha ricevuto il primo computer  in regalo dalla madre a 8 anni. dopo l’università, insieme a un compagno di studi trova un lavoro che lo porta a trasferirsi da Avezzano (Aq) a San Marino. Realizza siti internet ed è programmatore per la Oscorp S.p.A. La mattina del 19 giugno 2008 riceve una telefonata dalla madre del collega, che lo informa del recentissimo arresto del proprio figlio con l’accusa di frode informatica, e gli consiglia di chiamare l’avvocato dell’azienda, Marcolini. Alle 14.30 dello stesso giorno Niki esce dallo studio di Marcolini, viene fermato dalla polizia e arrestato, con la stessa accusa di frode informatica; è portato poche ore dopo al carcere di Sollicciano (Fi)  in attesa di ulteriori controlli. La sua permanenza in carcere è breve: lo trovano impiccato nella sua cella quattro giorni dopo, il 24 giugno.

La madre Ornella Gemini, non può credere all’ipotesi del suicidio. Troppi particolari non convincono: se tra tutti i dipendenti arrestati Niki è l’unico disposto a collaborare, perché è stato mandato da solo a Sollicciano? Perché è stato separato dagli altri? E’ un ragazzo incensurato che non ha opposto resistenza all’arresto, perché allora è stato rinchiuso in un carcere di massima sicurezza? A questi interrogativi si sommano i dubbi che riguardano le modalità del suicidio: non è del tutto plausibile che un ragazzo di oltre 90 chili si impicchi con un laccio da scarpe in una cella di soli 2 metri quadri e proprio nel momento dell’ora d’aria. Non viene effettuato alcun esame tossicologico nonostante un livido a forma di cerchietto sulla spalla. A un mese dal funerale il suo appartamento viene saccheggiato. Carte, documenti e computer spariscono dal nulla.

Niki viene accusato dalle autorità di essere tra i responsabili nell’ambito dell’inchiesta «Premium», l’indagine che coinvolge diverse società di telefonia tra cui Orange, At&T, TMS, FlyNet e la stessa Oscorp S.p.A. Agli indagati scritti nella lista sono contestati a vario titolo reati di associazione a delinquere, truffa informatica, installazione non autorizzata di congegni anti-intercettazioni, riciclaggio di denaro, interruzione non motivata delle comunicazioni telematiche e informatiche. Al di là delle indagini resta il nodo di un trattamento troppo duro e alquanto ambiguo per un ragazzo incensurato e disposto a collaborare, e di un suicidio piuttosto macchinoso.”

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In Italia, come tutti sanno, non esiste la pena di morte. C’è, è vero, ancora la libertà di tortura, in quanto il nostro codice penale non la contempla e qualcuno
se ne approfitta, come durante il G8 di Genova a Bolzaneto e alla scuola Diaz.
Ma la pena di morte non esiste più dal 1° gennaio 1948 come recita la Costituzione italiana. (prefazione Beppe Grillo)

Giuseppe Uva arrestato senza aver commesso reato, portato in caserma e poi in ospedale: è morto dopo qualche ora, le intercettazioni sono chiare, nessun carabiniere indagato

Quella sera era stato arrestato anche un altro ragazzo.
Lo si evince dalle intercettazioni delle 7:54. Giuseppe
era in ospedale. Per un minuto e mezzo, i militari del
Radiomobile risero, si scambiarono battute, poi parlarono
dei due fermati.
Carabiniere 1: «Paolo era impegnato con Uva Giuseppe,
stanotte»
Carabiniere 2: «Sì, sì».
C1: «E poi io gli ho portato qua anche il F.B. Gliel’ho detto
a Mario, non so chi è tra i due… Chi è il migliore. Non
lo so, Uva…».
C2: «No, no. Uva fisicamente lo puoi tenere, è debole».
C1: «Ah…».
C2: «Il B. era intenibile».

Riccardo Rasman, ucciso in casa dalla polizia, i poliziotti sono stati condannati a sei mesi con la condizionale

I Vigili del fuoco salirono, a detta del vigile Giovanni Sadoch, e trovarono gli altri agenti sul pianerottolo: tre uomini e una donna, che ordinarono di sfondare la porta. Questi agenti avevano già il manganello in mano, perlomeno uno di
loro. Certi che si trattasse di Riccardo Rasman diedero il via all’operazione.
Entrati, è facile immaginare come ammanettarono mio fratello: lo tennero fermo sul letto, dopo averlo
steso a pancia a terra, chiesero ai Vigili del fuoco di aiutarli a legargli le caviglie col fil di ferro. Lo imbavagliarono
persino. Gli salirono sulla schiena. Sadoch durante l’interrogatorio affermò anche:
«Tornando al momento in cui l’uomo è stato ammanettato, devo dire che poco dopo sono arrivati altri
agenti, i quali ci hanno detto che potevamo andare via, e così abbiamo fatto». Riccardo era ancora vivo,
anche se immobilizzato in quelle tremende condizioni e con la testa insanguinata.

 

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La campagna elettorale per Letizia Moratti è all’ultimo rapporto sessuale! Qualche sera fa il presidente del Consiglio è intervenuto telefonicamente dicendo che 1/3 delle donne vorrebbe andare (a letto) con lui perchè gli altri 2/3 già ci sono andate. Sinceramente non so se è un’offesa più per le donne o per gli uomini! Poi prosegue a sostegno della bella Letizia (non Noemi) l’indifendibile guerriero La Russa sulle deputate: «Dicono che Berlusconi fa (faccia) eleggere solo le donne belle, non è vero, ci sono alcune elette non belle anche da noi (forse proprio la Moratti?), ma certo non raggiungono l’apice della sinistra, di donne di cui non faccio il nome» Discorsi che ci ridicolizzano nel mondo!

Un tempo la bellezza veniva rappresentata nella Primavera del Botticelli. Oggi Berlusconi trova bonazze da candidare su google immagini, basta mettere il nome della Ministra delle sue opportunià Mara Carfagna e compare il calendario preferito dai camionisti! Poi segue il book fotografico da vedere a Villa Certosa o Villa San Martino, passando per un’orgiatina e un bunga bunga. Al contrario ve la immaginate Angela Merkel che visiona book fotografici maschili? In un paese dove un ministro si dimette perchè forse ha copiato un paragrafo di tesi è evidente che le scelte politiche si fanno in altro modo.

Per le elezioni europee del 2009 Berlusconi presenta così le candidate: “Volti giovani e facce nuove per rinnovare l’immagine del Pdl e dell’Italia in Europa“, alcuni esempi:

Angela Sozio ex grande Fratello

Barbara Matera (già letteronza e attrice della serie Carabinieri)

Camilla Ferranti (ex tronista di Uomini e Donne,  agli onori delle cronache perché citata nelle intercettazioni Berlusconi-Saccà)

Eleonora Gaggioli (attrice delle serie tv Don Camillo e Elisa di Rivombrosa)

le gemelle Eleonora e Imma De Vivo, ex naufraghe dell’ultima edizione de L’Isola dei famosi

Adriana Verdirosi ex valletta

Elisa Alloro  show girl

Emanuela Romano, presidente dell’Associazione ‘Silvio ci manchi’

Meno male che in Europa si può esprimere ancora la preferenza! Non si fa nemmeno mistero del curriculum di queste candidate che dovrebbero rappresentare: madri, precarie, disoccupate, ricercatrici, operaie, imprenditrici, artigiane, commercianti, disabili, cassintegrate, ecc. Insommala vita reale, non la fiction! Donne che il Pdl non vuole vedere, è meglio distrarre. Se poi si leggessero le dichiarazioni o le intercettazioni delle veline candidate… questa è un’altra storia tutta italiana! Opposizione che dormi sugli scranni incapace di dare risposte… la gente inizia a mobilitarsi e vuole scegliere volti nuovi, onesti, del Movimento 5 stelle!

Il paese reale



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Un libro uscito il 9 febbraio con l’intento di dare voce a chi ha incontrato il poliziotto, il carabiniere o l’agente di custodia sbagliato. Nello sport se un atleta sbaglia viene punito, il calcio ne è l’esempio più lampante, perché per le forze dell’ordine (per non parlare della politica) non avviene? Federico Aldrovandi non si è sbattuto per terra o contro un muro, poliziotti armati di manganello si sono scagliati contro di lui, appena 18 anni, con una furia animale. Il suo corpo livido: viso, genitali, petto. Poliziotti condannati senza essere stati sospesi un solo giorno dal servizio. Nel processo non è emerso qual è stato il ruolo di ognuno. Questa si chiama omertà.

Riccardo Rasman, un ragazzo affetto da schizofrenia in cura presso il centro di igiene mentale di Trieste è stato assalito in casa: imbavagliato, legato con il fil di ferro, picchiato ed ucciso non da malviventi, dalla polizia di Stato. Condannati a 6 mesi senza la sospensione dal servizio.

Stefano Cucchi lo ricordano tutti perché le sue foto sono ben note. Rinviati a giudizio tre agenti di polizia penitenziaria e processo breve per il direttore dell’ufficio detenuti.

Il 14 febbraio, giorno dell’amore, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria si sente offeso dalla prefazione di Beppe Grillo. Mi colpisce il passaggio in cui scrivono: “Non accettiamo che al duro, difficile e delicato lavoro che quotidianamente le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria svolgono con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità vengano associati i terribili vocaboli di violenza, indifferenza, cinismo e omertà. Nel libro è specificato che non si accusa il sistema penitenziario, ma il sistema omertoso del coprirsi. La maggior parte degli uomini e delle donne sono onesti cittadini che oltre a compiere perfettamente il loro dovere sono genitori. Da genitore per i figli dobbiamo sempre discernere ciò che è bene da ciò che è male e un direttore di un carcere che dichiara: “Il detenuto non si massacra in sezione, il detenuto si massacra sotto” è un male che vanifica l’impegno delle persone oneste.

Nel libro c’è la testimonianza di Ornella Gemini, madre di Niki Aprile Gatti un ragazzo incensurato che per presunta frode informatica viene portato in un carcere di massima sicurezza. Viene arrestato nell’inchiesta Premium, i numeri a pagamento che hanno fatto disperare molti italiani. Niki dichiara da subito di voler collaborare. Per il primo ingresso in carcere esiste una circolare che prevede un trattamento di riguardo, in primis potersi mettere in comunicazione con i familiari. Al ragazzo non è permesso. Muore nel bagno della cella. Un ragazzo alto 1 metro e 80 cm di 92 chili si sarebbe suicidato con un laccio di scarpa in uno spazio che non lo permetteva. Il caso archiviato, deposizione del ragazzo secretata.

Ornella Gemini lancia un’iniziativa: acquistare il libro, leggerlo e poi perderlo in un luogo pubblico in città, con un messaggio: “Non sono stato dimenticato. Prendimi, leggimi e poi perdimi in qualche posto in città. Aiutami a dare voce a ragazzi che non ce l’hanno più. Un mamma!”

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