Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Non bruciamo il nostro futuro’ Category

downloadNella zona Darsena di Porto Torres  c’è una concentrazione di benzene e polveri sottili nell’aria da due a quattro volte superiore ai limiti. Questo è quanto rilevato da uno studio dell’Arpas condotto tra novembre del 2013 e maggio 2014. Il benzene è una sostanza chimica responsabile di neoplasie ed è stato riconosciuto come causa di malattie professionali. L’esposizione al benzene avviene essenzialmente per inalazione (circa il 99% del benzene assunto), per contatto cutaneo o per ingestione (consumo di cibo o di bevande contaminate). Gli effetti tossici provocati da questo composto organico hanno caratteristiche diverse e colpiscono organi sostanzialmente differenti sulla base della durata dell’esposizione. L’affezione più grave, sia a livello professionale che ambientale, è la comparsa del cancro del sangue dovuta all’esposizione ripetuta a concentrazioni di benzene di qualche ppm per più decine di anni. Diversi studi hanno messo in evidenza il pericolo di contrarre la leucemia mieloide o altre forme di cancro. L’insorgere di queste malattie si manifesta più frequentemente in seguito ad esposizioni basse e continuate piuttosto che elevate e intermittenti (picchi di inquinamento) e sono solitamente precedute dalle anomalie sanguigne. Se fa male al lavoratore, fa male anche al cittadino che lo respira. “A Porto Torres si muore più che a Taranto” è quanto denuncia l’associazione ambientalista “Non bruciamo il nostro futuro” e la cittadina rientra fra i 39 siti di interesse nazionale che sono da bonificare. In Italia il 3% del suolo nazionale aspetta una bonifica che però non avviene, occorrerebbero 30 milioni di euro, dal 2001 al 2012 sono stati stanziati solo 3,6 miliardi con risultati quasi nulli perché -come ha spiegato il vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani- anche in questo caso spesso le speculazioni prendono il sopravvento e la bonifica si trasforma in un’indagine sui traffici, smaltimenti illegali di rifiuti derivanti dalla bonifica di siti inquinati. Esiste una normativa europea: “Chi inquina paga”. Chi ha inquinato Porto Torres? Negli anni ’90 le società Syndial, Sasol, Ineos -del gruppo Eni– hanno rilevato gli impianti della SIR, azienda che nel 1962 costruisce e avvia gli impianti petrolchimici, e fino al 2006 hanno riversato nelle fogne veleni che hanno inquinato le coste circostanti. C’è stato un processo, dove il Ministero dell’Ambiente si era costituito parte civile, però il reato si è prescritto. I cittadini, i lavoratori si sono ammalati, si ammaleranno e nessuno pagherà. Lo stato negli anni ha finanziato l’Eni, non riceverà nessun rimborso e continuerà a sostenere altri costi per decenni: quelli sanitari.

Annunci

Read Full Post »